La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole ci fossero pezzi della mia vita. Sentivo la mia anima vibrare, ad ogni nota. Non ne capivo bene il perché. Pensavo si trattasse solo di una sensazione legata al piacere, al gusto di quei suoni. Non era la prima volta. Perché amo la musica.
Adesso però so che è un’emozione esclusiva, che mi pervade ogni volta. Perché quelle tue parole mi penetrano il cuore e mi riportano alla mente tutte le “ultime danze” di cui sono stato testimone. Faccio fatica a definire dove finisca il sogno e dove inizi la realtà. Mi lascio cullare dalla melodia e trattengo le lacrime, perché mi sembra che non ci sia nessuna ragione per lasciarle andare.
Ieri questo sogno mi si è interrotto bruscamente, proprio come temevo sarebbe successo, prima o poi. Non sono riuscito a contenere l'emozione. Mi è capitato ciò che avevo sempre temuto: le lacrime sono cadute dai miei occhi senza poterle controllare, questa volta, dinnanzi a una nuova ultima danza.
Il camice bianco mi copriva la pelle, lasciandomi nuda l’anima. Di fronte a me, il volto di quel vecchio solo, e nelle mie orecchie le note della tua canzone. Lo guardavo nei suoi occhi stanchi, tenendolo per mano, mentre la fame d’aria lo divorava. Lo immaginavo come tu me l’avevi descritto, su una panchina, con lo sguardo al cielo, a cercare ragioni per vivere ancora, aspettando la sera.
Come in un sogno, quel vecchio era stanco ed io ho provato per qualche istante a mantenerlo legato a questa vita, a questa terra, fino a quando ho capito che il suo volo in realtà era già iniziato. Ed io potevo solo accompagnarlo, in quell’ultima danza.
Ero proprio io l’uomo col camice bianco. E li, davanti a me, un vecchio appeso al gambo di un’ultima foglia. Io lo so che non è sparito nel nulla. Se lo è solo ripreso la terra. L’ho visto volare, partire, l’ho accompagnato, come in un sogno. Dormivo e piangevo da sveglio. Fino a quando si è spento.
Non è la prima volta che accompagno un’ultima danza. Chi sa quante altre volte dovrò farlo. É un privilegio ed una responsabilità che a volte faccio fatica a sostenere. É duro e dolce.
Ad ogni modo, la tua musica sarà sempre li accanto a me. E magari mi renderà un po' più lieve questa missione, che a volte sembra così insormontabile. E invece è sempre estremamente semplice.