La sua voce si insinua fra gli angoli più nascosti della mia sensibilità, penetra attraverso l'infinito corridoio acustico che collega il cuore al cervello e allieta ogni parte del mio corpo. E' puro piacere fisico quello che mi induce l'ascolto dei Comaneci. Un incontro casuale il nostro, nemmeno cosciente, irreversibile: io conosco loro, i quali mi ignorano. L'esibizione al circolo culturale ORTOSONICO, una sera, di sabato... la metamorfosi di una serata un pò paranoica che la voce di Francesca accompagna fino al suo oblio terminale.
Il riposo notturno si nutre delle sonorità voluttuose, degli acuti e stridenti echi di un cello, delle carezze intime e misteriose della classica chitarra classica e dei suoi sguardi complici con l'adiacente elettrica... un viaggio! Che viaggio! e poi scopro tutto il resto: chi sono, cosa hanno già suonato e dove suoneranno ancora... e allora desidero ancora ascoltare quella voce e viaggiare, allontanarmi da questa piccola provincia meccanica, e raggiungere l'infinito...
a due passi dalle loro note
Il riposo notturno si nutre delle sonorità voluttuose, degli acuti e stridenti echi di un cello, delle carezze intime e misteriose della classica chitarra classica e dei suoi sguardi complici con l'adiacente elettrica... un viaggio! Che viaggio! e poi scopro tutto il resto: chi sono, cosa hanno già suonato e dove suoneranno ancora... e allora desidero ancora ascoltare quella voce e viaggiare, allontanarmi da questa piccola provincia meccanica, e raggiungere l'infinito...a due passi dalle loro note
