domenica 22 febbraio 2009

Déjà vécu

Trafitto da una luce inattesa,
attendo ora il buio.
Lento senso di abbandono,
fino all'attimo in cui il corpo sprofonderà
rapidamente
nel torpore familiare dell'incolumità.
Inarrestabile assenza di squilibrio,
apparente ed esuberante stabilità,
che brama verace di evacuare ogni essenza.
Vibra la mia anima percossa dal vento;
Accarezzata dalle foglie che esso leva al cielo.
Vigoria di felicità che si mischia all'instabile paura dell'ignoto.
Indissolubile ricerca dell'essenziale che snellisce le strutture del divenire.
Una lacrima nel buio
fiamma in una stella.
Una carezza in uno stupro
goccia d'acqua nel deserto.
Un attimo di vita nella vita.

Pensieri

... ci sono quelli che devi esplicitare, perchè credi arrogantemente che l'idea di condividerli ti renda utile all'umanità.. ci sono quelli che non conoscerà mai nessuno eccetto te, perchè nessuno può comprenderli a pieno... poi ci sono quelli che non nascono dentro la tua mente, ma solo nelle parole che usi casualmente.. come gli insulti, le bestemmie.. non avrebbero senso al di là di questa vita e sono solo le sfumature del vuoto che pervade la tua esigenza di comunicare... alcuni pensieri nascono e muoiono immediatamente, altri richiedono un'accurata riflessione perchè possano venire alla luce, un lungo parto che non si esaurisce nemmeno quando il pensiero sembra perfetto e compiuto. Poi ci sono le riflessioni mature, le frasi fatte e le impressioni affrettate. I sogni, gli incubi, le paure, le aspettative. E ancora e ancora altri.. quelli che attribuisci alla gente solo perchè hai l'esigenza di credere di non averli dentro di te.. e quelli che pensi siano in ognuno di noi e quindi è ovvio che siano anche dentro di te. Alcuni hanno la pretesa di esprimersi con una forza eccessiva, con vigore, una chiassosa espressione di egocentrismo.. e poi quelli che si insinuano lentamente negli occhi dei tuoi interlocutori e lentamente creano scompiglio, senza una precisa intenzione.
I pensieri sono davvero l'unica essenza di questa vita, la sola dimostrazione della impossibilità di una solitudine vera e autentica. I pensieri fanno compagnia all'anima in ogni manifestazione della sua esistenza!
pensieri... note della colonna sonora della propria vita

domenica 15 febbraio 2009

Il fuoco della taranta

Sangue vivo.
L'arte di suonare il tamburello, della famiglia dei tamburi a cornice, racchiude in sè aspetti interessanti che contribuiscono a creare un alone di magia attorno al ritmo e alle sonorità della musica popolare.

La mano sinistra
Non si tratta di un semplice supporto per lo strumento. Un'impugnatura corretta consente una straordinaria mobilità al tamburello, che può muoversi su diversi piani spaziali.
Sagittale: dall'alto verso il basso e viceversa.
Frontale: dall'esterno verso l'interno e viceversa.
Trasversale: rotazione del polso rispetto all'avambraccio.
Alcuni abili esecutori riescono a cambiare frequentemente e con disinvoltura l'impugnatura dello strumento, sebbene i puristi della tecnica possano esprimere dubbi in merito, al fine di creare un effetto scenografico di grande impatto emotivo. Il tamburello può quindi "saltellare" sulla mano del tamburellista, inclinarsi fino a dare l'impressione di cadere al suolo, "volare" al di sopra della testa per poi precipitare rapidamente a livello del bacino, dove generalmente si realizzano i colpi della mano destra.

La mano destra.
E' quella che compie il movimento percussivo sulla pelle. A seconda delle tecniche a disposizione possono notevolmente cambiare i punti della mano che colpiscono il tamburello: i polpastrelli delle dita, il palmo, l'eminenza tenar, la faccia dorsale o palmare delle articolazioni metacarpo-falangee. Il tempo di contatto della mano sulla pelle è uno degli aspetti più interessanti e decisivi, a mio parere, nel determinare l'effetto sonoro: la vibrazione. Anche l'intensità del colpo può avere una certa rilevanza, ma spesso al suo aumentare diminuisce la possibilità di controllare le sfumature del suono con precisione. Accade frequentemente che alcuni tamburellisti macchino lo strumento di sangue, su punti specifici della pelle (il classico "8" ) o diffusamente su tutta la superficie. Nell'immaginario collettivo l'effetto visivo del sangue è evidentemente motivo di suggestioni emotive e di fascino, ma a dir la verità non è affatto necessario o inevitabile. In generale è verosimile che sia il contatto troppo prolungato della cute sulla pelle, associato ad una buona velocità di esecuzione, a provocare la lieve ustione (II grado) di punti specifici della mano (in genere a livello dell'articolazione metacarpo-falangea del pollice). Ciò è dimostrato dalla formazione di flittene nella regione ustionata, vale a dire rigonfiamenti dovuti all'accumulo di liquido sotto l'epidermide.
Non si tratta, quindi, di una particolare vigoria nella realizzazione dei colpi e il problema sembra essere più frequente negli esecutori che non suonano con regolarità, nei quali la cute è maggiormente sensibile agli stimoli termici.

giovedì 5 febbraio 2009

il punto cistico si tocca con un dito

Da qualche minuto fisso la fotografia di quest'uomo... vorrei davvero capire quali essenze albergano in lui, i moti dell'anima che inspirano le sue azioni. In effetti non tutte. Solo una.
Federico Bricolo è il primo firmatario di un emendamento appena approvato dal Senato di questa Repubblica con 156 voti favorevoli. 156. Tre cifre, tre cifre destinate a segnare una svolta eclatante nella gestione del servizio sanitario nazionale in questo paese, sempre più dalla "p" minuscola sotto il profilo dell'intolleranza raziale.
Il fatto:
soppressione del comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 che recita: "L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano".
Vuol dire che ogni medico potrà segnalare alle autorità competenti qualsiasi extracomunitario irregolare che si rivolga ad un pronto soccorso, ambulatorio o ospedale che sia, per assistenza sanitaria. Per fortuna il terminte "potrà" lascia all'etica di ogni medico il verdetto finale sull'attuazione di questa folle "pratica".
Ma perchè folle?!
Perchè immagino un medico che di fronte ad un paziente extracomunitario senza permesso di soggiorno, accoltellato in una rissa da giovani Italiani filo-nazisti, prima cerca di suturare le lesioni ed interrompere le emorragie e poi, nel caso in cui ci riesca ed il tizio non passi a miglior vita, lo denuncia alla polizia per l'immediato rimpatrio.
Perchè immagino un extracomunitario senza permesso di soggiorno che evita di chiedere aiuto ad un medico italiano che potrebbe denunciarlo e determinarne il rimpatrio, e magari muore dissanguato per strada, dopo essere stato bruciato da giovani liceali neo-fascisti.

E immagino ancora tante e tante altre cose orribili che potrebbero succedere a causa della superficialità con cui Bricolo e compagni hanno proposto e concretizzato un progetto così lontano da qualsiasi elementare istinto di filantropismo...
e più immagino e più divento triste... estremamente triste e disilluso.. perchè non credevo che la nobile arte della "Medicina" un giorno sarebbe stata tanto violentata e offesa...

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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...