Sangue vivo.
L'arte di suonare il tamburello, della famiglia dei tamburi a cornice, racchiude in sè aspetti interessanti che contribuiscono a creare un alone di magia attorno al ritmo e alle sonorità della musica popolare.
La mano sinistra
Non si tratta di un semplice supporto per lo strumento. Un'impugnatura corretta consente una straordinaria mobilità al tamburello, che può muoversi su diversi piani spaziali.
Sagittale: dall'alto verso il basso e viceversa.
Frontale: dall'esterno verso l'interno e viceversa.
Trasversale: rotazione del polso rispetto all'avambraccio.
Alcuni abili esecutori riescono a cambiare frequentemente e con disinvoltura l'impugnatura dello strumento, sebbene i puristi della tecnica possano esprimere dubbi in merito, al fine di creare un effetto scenografico di grande impatto emotivo. Il tamburello può quindi "saltellare" sulla mano del tamburellista, inclinarsi fino a dare l'impressione di cadere al suolo, "volare" al di sopra della testa per poi precipitare rapidamente a livello del bacino, dove generalmente si realizzano i colpi della mano destra.

La mano destra.
E' quella che compie il movimento percussivo sulla pelle. A seconda delle tecniche a disposizione possono notevolmente cambiare i punti della mano che colpiscono il tamburello: i polpastrelli delle dita, il palmo, l'eminenza tenar, la faccia dorsale o palmare delle articolazioni metacarpo-falangee. Il tempo di contatto della mano sulla pelle è uno degli aspetti più interessanti e decisivi, a mio parere, nel determinare l'effetto sonoro: la vibrazione. Anche l'intensità del colpo può avere una certa rilevanza, ma spesso al suo aumentare diminuisce la possibilità di controllare le sfumature del suono con precisione. Accade frequentemente che alcuni tamburellisti macchino lo strumento di sangue, su punti specifici della pelle (il classico "8" ) o diffusamente su tutta la superficie. Nell'immaginario collettivo l'effetto visivo del sangue è evidentemente motivo di suggestioni emotive e di fascino, ma a dir la verità non è affatto necessario o inevitabile. In generale è verosimile che sia il contatto troppo prolungato della cute sulla pelle, associato ad una buona velocità di esecuzione, a provocare la lieve ustione (II grado) di punti specifici della mano (in genere a livello dell'articolazione metacarpo-falangea del pollice). Ciò è dimostrato dalla formazione di flittene nella regione ustionata, vale a dire rigonfiamenti dovuti all'accumulo di liquido sotto l'epidermide.
Non si tratta, quindi, di una particolare vigoria nella realizzazione dei colpi e il problema sembra essere più frequente negli esecutori che non suonano con regolarità, nei quali la cute è maggiormente sensibile agli stimoli termici.