martedì 25 marzo 2008

L'appello


ODIO CHI NON PARTEGGIA

Capitolo II - Presenti e Assenti

Se il voto è espressione della volontà popolare, allora ciò che ognuno dovrebbe fare prima di andare a votare è sapere cosa si pretende dalla propria classe politica. Sono molti i parametri che si possono considerare per far maturare in sè un'idea chiara e netta che trovi espressione in un simbolo o in un nominativo (con questa legge elettorale è difficile parlare di nomi e cognomi!). Per quanto mi riguarda sono stato molto colpito da uno studio statistico pubblicato sul sito de Il sole 24 ore.
Si tratta di dati numerici che devono essere analizzati con molto senso critico ed evitando le forme più consuete e semplicistiche di qualunquismo, al fine di esaminare il fenomeno dell'assenteismo parlamentare. Ognuno può, alla fine, trarre le conclusioni più appropriate, ma spero che questi dati dimostrino, qualora ce ne fosse bisogno, l'infondatezza del luogo comune "sono tutti uguali". Personalmente ritengo molto grave e quasi ingiustificabile il fatto che non tutti i membri del parlamento partecipino alle consultazioni e ai dibattiti delle due camere con assiduità e serietà. Non posso dare fiducia a coloro che vengono meno al più importante e fondamentale degli impegni presi con gli elettori. Non posso dare il mio voto a coloro che mostrano una percentuale di assenze superiore al 90% pur facendo parte dell'opposizione, il che vuol dire senza occupare cariche istituzionali che impediscono di fatto la presenza in parlamento. E' tutto!

lunedì 24 marzo 2008

Colpo d'occhio

A mio avviso il nome di Sergio Rubini è a priori una garanzia di qualità.
Con questa consapevolezza ieri sera sono entrato in una delle 14 sale di quello che un tempo si poteva chiamare Cinema.


Per cominciare, una breve digressione su questo aspetto.

- Altro che Nuovo Cinema Paradiso -
In un edificio enorme simultaneamente si proiettano più di una decina di pellicole. Ciò inizialmente mi trasmette solo un pò di paura, imbarazzo e insofferenza. Centinaia di biglietti stampati ogni sera, milioni di semi di pop corn tostati ogni ora... e poi ci sono le sale da biliardo, quelle con i sempreverdi videogames, un ristorante simil-giapponese in cui mangiare sushi, uno simil messicano che serve tapas.
Le sale sono enormi, possono ospitare fino ad un centinaio di cineamatori, l'acustica è perfetta, la qualità della visione eccellente.


- Colpo d'occhio - un film di S. Rubini

Partendo dal presupposto che questa non è una recensione, mi asterrò dallo svelare gli aspetti più banali della trama del film. Si tratta di un triller psicologico (ma tutta la vita lo è ) dal ritmo narrativo incalzante. Non esiste intervallo o pausa per tutta la durata della pellicola, il chè sorprende e soprattutto non smorza la tensione emotiva che cresce gradatamente fino ad esplodere nella scena conclusiva. Il film mi ha entusiasmato in ogni suo aspetto; per citarne qualcuno, le inquadrature, il montaggio, l'interpretazione degli attori. Impeccabile Scamarcio, nessuna sorpresa sulle capacità artistiche di Rubini, sorprendente anche il talento dimostrato da Paola Barale, non me lo sarei mai aspettato. E poi... che dire di Vittoria Puccini?!? Anzi sarebbe il caso di parlare di Gloria, il personaggio che interpreta... quello che mi trasmette le emozioni più intense. Il suo sguardo vale più di qualsiasi aforisma o citazione ed esalta la sensibilità di una donna che sublima la sua essenza attraverso l'arte. A nulla vale lo sforzo degli altri personaggi (Adrian e Pietro) di custodire la sua purezza e la sua semplicità, inquinate ora dall'amore soffocante e maturo del mercante d'arte, ora dalla passionalità egocentrica e narcisistica dell'artista emergente. Gloria è destinata a soccombere e ad esaltare la sua stupefacente bellezza attraverso la triste sofferenza, quella che afferma il suo essere. E' lei la vera vittima di quel carnefice che vive in ogni artista e che si nutre di fama e notorietà non meno che di edonismo e arroganza. Non sono soltanto le qualità artistiche di Vittoria Puccini a rendere Gloria il personaggio più interessante del film, ma anche e soprattutto quelle degli altri attori, che gravitano intorno alla giovane critica d'arte e fanno di lei la vera protagonista della storia.
Inizialmente ero molto scettico su questo film e non avrei mai immaginato di esserne colpito fino a questo punto...
a dimostrazione che spesso il pregiudizio permette di assaporare con più intensità un piatto preparato con cura e maestria.


giovedì 20 marzo 2008

Una bucolica campagna... elettorale!

Citazione.
"Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Prima puntata della rubrica

ODIO CHI NON PARTEGGIA

Capitolo I - Lega Nord -

La mia campagna elettorale inizia con una breve riflessione su uno dei partiti più imbarazzanti del panorama politico italiano. Vorrei cercare di esprimere dei dati oggettivi, non un vero e proprio giudizio, ma questo mi sembra impossibile in questo caso come negli altri. Parteggiare vuol dire, forse, esprimere oggettivamente il proprio punto di vista con tutto ciò che ne consegue; per cui così è (se vi pare).

A sinistra uno dei manifesti con cui Lega Nord - Bossi chiede agli italiani il voto alle prossime consultazioni. Si tratta di un suggerimento, un invito a riflettere sulla condizione di milioni di persone che abitavano le Americhe prima dell'arrivo dei Conquistatori Europei, che SIAMO NOI. I superstiti di questo genocidio pare vivano ora "nelle riserve", così pare, perchè i loro padri non sono riusciti a mettere regole all'immigrazione.
Chiedo con fermezza a qualunque persona di buon senso di non votare questo partito, nè i suoi alleati (il che praticamente sarebbe la stessa cosa), per le idee più o meno velatamente razziste che infonde nella nostra società. Chiedo di non votare questo partito che inasprisce l'odio e l'intolleranza nei confronti di tutti gli immigrati che vivono in Italia, rendendo difficile l'integrazione fra i popoli, necessaria per la pacifica convivenza.
Solo per questi motivi mi permetto di esprimere la mia totale e completa estraneità nonchè dissenso nei confronti del partito della LEGA NORD e di conseguenza dell'intera coalizione che ne accetta la scellerata condotta razzista.

venerdì 14 marzo 2008

Skrik 1893

Sono solo, in una grande stanza.
Con me l'urlo.
Osservo l'opera un pò da lontano, un pò da vicino. Mi viene spontaneo INSPIRARE. Un uomo urlando indubbiamente espira, espelle aria e dolore, rabbia, gioia o che sia. Quest'urlo è diverso dagli altri. Mi sembra una donna e in lei un'implosione. Una lunga, intensa, estenuante inspirazione di angosce e tormenti che le si muovono intorno. Sul suo volto si interrompono le linee vorticose, centripete che esauriscono ogni energia disintegrante nel vestibolo dell'anima docile. Non è interiore il tormento, ma al di fuori e chi può dire che non si tratti di un filantropico tentativo di alleviare le sofferenze dell'uomo. Le mani sul volto. La rima delle braccia con i fianchi è virtuale, o meglio reale. Se ne coglie l'istante in cui è più evidente, lasciando immaginare quello in cui le mani si separeranno fra loro e dalle tempie e su di esse verrà inflitto il chiodo dell'umana viltà. O forse solo di un'essenza che appartiene agli esseri animali nè più nè meno della pietà.

martedì 4 marzo 2008

Norway

1 marzo

E' cambiata decisamente la "prospettiva" del freddo questa mattina. Sembra ora qualcosa di quasi piacevole o semplicemente necessario. E' la malinconia che lascia il posto alla gioia, il buio della luce, il sollievo del dolore. E quindi piace: piace che ci sia perchè anima il tempo con dei colori intensi e discreti, dal vigore espressivo classico, di quelli che irrompono solo con atti rivoluzionari. Il freddo se ne sta lì, tranquillo, cercando di contenere e limitare le sue vittime, come un gigante che camminando è destinato a togliere la vita agli esseri più piccoli. Oslo è la patria naturale di questo freddo; se avesse una città natale, il gelo, allora sarebbe certamente lei.
I rami degli alberi si sfioccano nell'aria come lembi di terra... che sia casuale che dagli uni nascano fiori e dagli altri fiordi è verosimile.
Ciò che fin dal primo momento ho sentito arrivando in Norvegia è la voce della Natura. Le sue fattezze qui hanno i lineamenti semplici eppure così stupefacenti dell'infinito. Da cui la perplessità sul rimanere nella capitale oppure abbandonarsi alla conoscenza della splendida fanciulla. I suoi occhi, azzurri? beh sarebbe come dire che il fuoco è rosso e nero il buio. Gli occhi di queste donne hanno il colore della certezza, della verità che non lascia spazio agli indugi, della fine del tempo e del suo inizio. Ecco il loro splendore: comunicano ciò che forse ognuno sa, ma spesso vuole ipocritamente dimenticare... come l'amore per la madre quando le si rivolgono parole di sfida, ingenue come suole di scarpe da ballo su una pista di ghiaccio. Ce n'è una proprio a due passi da qui. lungo la Karl Johans che conduce sino alla collinetta reale, immersa nel verde come il capo di Cristo fra le spine della sua gloria. Il gelo non emette suoni troppo fastidiosi, eppure urla. Urla una disperazione che solo apparentemente si può attribuire a situazioni specifiche e contingenti. Forse chi non ha freddo non vive, ma in fondo questo non è un problema che mi riguarda...

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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...