mercoledì 24 giugno 2009

Resa dei conti...

Dopo una lunga e profonda meditazione ho deciso di mettere fine alla mia vita su Faccialibro. Non so a quanti ciò possa interessare...
ad ogni modo sento l'esigenza di esternare le sensazioni che mi hanno indotto a questa decisione, perchè non si tratta di un capriccio nè di un'ostentazione di un atteggiamento snobistico e anticonformista.
Il mio malessere in questo luogo "utopico" è legato alla superficialità dei rapporti umani che qui si intraprendono; all'asocialità che si nasconde dietro l'ipocrita tentativo di condividere delle esperienze, all'isolamento e all'individualismo sfrenato che questo mezzo amplifica.
I mezzi di comunicazione che mi permettono di scambiare le mie sensazioni e le mie emozioni con il mondo esterno sono svariati: il telefono portatile, il telefono fisso, la web televisione, la web telefonia, il blog, msn, la posta elettronica, la posta non elettronica, la bocca, gli occhi, le mani e potrei continuare per ore ed ore...
e allora non credo che senza l'account Faccialibro, io possa soffrire di solitudine più di quanto già ne soffra... e non credo di perdere di vista i miei amici più cari, quelli che "in teoria" avrei ritrovato qui, attraverso il social network.
Non ho bisogno di conoscere gli aggiornamenti istantanei delle persone a cui voglio bene, nè sapere il loro orientamento politico o religioso o se sono fidanzati o meno.
Non ho bisogno di uno strumento che mi ricordi il giorno del compleanno dei miei amici più cari, perchè lo ricordo a memoria... e se anche ciò non fosse, beh penso che nessuno di loro me ne farebbe una colpa. Non ho bisogno di sapere cosa state facendo in questo momento, nè di guardare le foto che abbiamo scattato insieme, perchè quelle immagini sono scolpite nelle mia memoria e non esiste database che possa contenerle tutte. Non voglio che i miei capelli, o i miei occhi e la mia bocca o la mia chitarra siano parte di un ricordo distratto, fuori dallo spazio e dal tempo. Rivendico l'importanza della parola "amico", della parola "regalo" e non partecipo agli "eventi" quando vado a sentire dal vivo la mia musica o una conferenza che mi interessa. Saluto con affetto tutti quelli che sono stati per qualche mese gli "amici" di Faccialibro e spero davvero che abbiate ancora voglia di condividere le vostre impressioni o i vostri stati d'animo con me. Se ciò avverrà, allora effettivamente questo strumento avrà avuto un senso nella mia vita. Altrimenti questo mondo virtuale scoppierà come una bolla di sapone davanti ai miei occhi e mille goccioline cadranno ai miei piedi... e allora io non farò altro che ammirare lo spettacolo delle bolle di sapone che si dissolvono, in attesa di trovare un altro modo per realizzare altre piccole bolle...

domenica 21 giugno 2009

Farfalle

Questa è la storia della farfalla, la storia del bruco che divenne farfalla, per volare felice nell'aria.
Quelle ali colorate, l'addome esile e sinuoso, gli occhi lucenti, sormontati dalle sottili antenne, un corpicino appena visibile eppure così pieno di vitalità e di forza non sarebbe rimasto a lungo in un guscio pure comodo e sicuro, ma di certo buio e nascosto. Il bruco desiderò liberarsi da ogni paura, slegarsi dalle catene che lo tenevano bloccato ad un presente che alle volte non permette di sognare.
E allora divenne farfalla.
E allora cominciò a volare, pur terrorizzata dall'idea di schiantarsi al suolo. Non fece fatica ad imparare a muovere le sue dolci ali perchè dentro di sè una forza speciale le permetteva di ignorare qualsiasi cattivo pensiero...

martedì 16 giugno 2009

dinamiche di una foglia

Solo se ancorata ad un albero,
una foglia
non è più soggetta all'arroganza del vento,
che la sbatte di qua e di là,
mentre finge di essere libera.
Il vento fra i capelli è certo sensazione
piacevole
di fresco,
l'acqua gelida di un torrente senza dubbio rigenera
la pelle
strozzata dal calore...
ma è tutt'altra cosa rispetto all'ossigeno
che permea nel corpo di un infante al suo primo grido vitale.

E allora voglio essere foglia,
perchè il vento accarezzi i miei capelli;
e voglio essere ramo,
che lega a sè i sogni come foglie.
E voglio essere vento,
per asciugare sulla mia pelle le tristi lacrime di dolore;
e voglio essere acqua gelida di torrente
per destare dal torpore l' arido cuore.

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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...