da Umano troppo umano
F. NIETZSCHE
"tutti noi siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto e che invano cerchiamo negli scaffali della nostra mente."
"Questo non è un processo penale, signori giudici. Dov'è il reo, il delinquente, il criminale? In che cosa consiste il delitto, chi lo ha commesso? ... La nostra Costituzione è piena di grandi parole: "pari dignità", "Repubblica fondata sul lavoro", "esistenza libera e dignitosa". Grandi promesse a cui i derelitti si attaccano come naufraghi alla tavola di salvezza e che, una volta intese, non si possono ritirare ... Le leggi sono "persone vive", devono parlare alle nostre coscienze, le dobbiamo sentire come nostre. Questa è la maledizione secolare che grava sull'Italia: il popolo non è convinto che le leggi siano le sue leggi. Ha sempre sentito lo Stato come nemico. No, onorevole pubblico ministero, sulla panca degli imputati non c'è Danilo dolci, altre colpe, altre incurie, altri delitti siedono su questa panca. Questa non è la causa di Danilo o di Partinico, è la causa del nostro Paese da bonificare. Voi dovete aiutarci a difendere questa Costituzione che è costata tanto sangue e tanto dolore!"
Con maestria e grazia, Elsa Morante conduce attraverso le caldi estate procidane di Arturo Gerace a quel mondo che un tempo tutti abbiamo abitato, prima di finire, sconsolati, nella realtà dell'impotenza, fatta di veglie e di sonni, in cui il sogno è una parentesi relegata a rari momenti. Capita allora di provare nuovamente emozioni ancestrali: il calore della mano materna adagiata sul viso, la venerazione per una figura paterna che dall'alto di uno splendido piedistallo indica la rotta per la somma virtù, il sapore del primo bacio, la paura e la rabbia per un sentimento non corrisposto, e poi ancora l'ardente desiderio di sfidare il mondo, la gelosia che cuoce il cuore, la curiosità che stimola il coraggio, l'odio puerile e tutto il resto...
Perdersi nei pensieri del saggio Pereira, gustando ad una ad una le parole scritte con maestria da Antonio Tabucchi, è di certo un'esperienza unica se avviene proprio nella città in cui visse l'intellettuale portoghese. Un profondo e sentito ringraziamento al mio compagno di viaggi, il vecchio Giuse , cui va il grande merito di avermi introdotto a questo romanzo proprio nelle giornate trascorse a Lisbona. Neppure il grande Marcello Mastroianni riesce attraverso l'omonimo film a farmi rivivere le stesse emozioni che ho provato alla prima lettura del libro, per quanto un'analoga commozione mi pervada ascoltando le parole con cui si conclude la vicenda di Pereira. Ancora una volta il cinema mostra quali sono i limiti che pone all'immaginazione, che con la lettura può elevarsi fino al massimo della sua intensità!
La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...