lunedì 22 settembre 2008

Lo scoglio di Pizzo Mondo

Pizzomondo era un giovane... bello, forte, un faticatore! Insomma i pregi ce li aveva tutti lui... beata colei di cui si sarebbe innamorato! E chi se lo piglia e chi non se lo piglia... se lo prese una certa Vieste.. alta, capelli lunghi.. due belle... eh eh eh.. quando usciva la mattina in mezzo alla strada se ne andava...tic tac tic tac.. e tutta la gente "quant'è bella Vieste, quant' bella Vieste".
Poi Pizzomondo la vide e si innamorarono. Ahh ma si innamorarono come i pazzi proprio! E tutte le notti uscivano e andavano in mezzo al mare ad amoreggiare sulla barca di Pizzomondo. Eh eh moh, in mezzo al mare, ci stavano le sirene.. e sté sirene erano tutte quante innamoratissime di Pizzomondo, il quale, però, non le pensava proprio, perchè lui aveva Vieste, che gliene importava!
Le sirene una volta si misero sotto la barca, acchiapparono la poverella dai capelli e incominciarono a tirare, tirare, tirare.. e cercavano di farla cadere in acqua! Che confusione.. urla, schizzi... Pizzomondo dalla barca diceva "Tieniti, tieniti, afferra! Dammi la mano così ti tengo!" E le sirene che continuavano a sollevare l'acqua... e quella poverina sott'acqua gridava "Non ce la faccio, Pizzomondo, non ce la faccio, non so nuotare, sto per affogare!" "Dammi la mano, reggiti" e intanto le sirene, l'acqua, le urla! Niente...
il mare si richiuse.. e Vieste scomparì! Per sempre! Eh povero Pizzomondo...
la mattina seguente se ne tornò solo con la barca sulla spiaggia, disperato.. lacrime, sospiri!
E sapete che gli successe?
Gli successe quella cosa che succede a tutti quanti noi quando abbiamo, come devo dire, un dolore! Una disperazione che è così forte che non la possiamo sopportare! E allora dobbiamo diventare di pietra... e Pizzomondo divenne di Pietra! Si trasformò in uno scoglio... ed è ancora lì... magro, secco, buffo.. e i pescatori passano, lo vedono e lo salutano!
"Stacci bene, Pizzomondo"

lunedì 15 settembre 2008

La disinformazione

Se informare vuol dire raccontare delle "notizie", disinformare dovrebbe significare semplicemente il contrario, ovvero astensione di informazioni. Ma purtroppo non è così... oggi giorno non è facile leggere degli articoli interessanti sulle principali testate giornalistiche italiane, così a me capita spesso di consultare più di un quotidiano. Alcune tendenze si confermano nel tempo: "Liberazione" resta sempre fra i più apprezzatti; il "Corriere della Sera" sempre fra i peggiori. De gustibus non disputandum est! Ma esclusa l'opinione personale estremamente soggettiva e dunque non rilevante più di tanto, restano delle considerazioni che forse vale la pena condividere. E allora continuiamo questo ragionamento... dunque se un giornale non vale tanto, beh è verosimile che anche il suo sito internet sia di pari livello... d'altra parte gli autori degli articoli sono più o meno gli stessi. Ad esempio oggi ho trovato due articolli estremamente esemplificativi, che credo mi permettano di dimostrare meglio la mia opinione.

1) Walter e i rischi di sposare "Into the Wild" di Maria Laura Rodotà.

Si tratta di un pezzo di un qualunquismo così spiccato ed estremo che comincia proprio con una captatio benevolentiae da parte dell'autrice. "Scusate il qualunquismo". Il resto va da sè... un articolo con una tale premessa non può che essere di livello gretto e onestamente basso. Il nocciolo della questione ruota intorno al fatto che Walter Veltroni abbia citato Christopher McCandless nel corso del suo ultimo intervento a Siena, rivolto alle giovani leve del Pd. Evidentemente la signora Rodotà non ha affatto gradito questo riferimento, così da postulare delle spiegazioni per l'accaduto (nemmeno avesse citato La Bibbia o il Mein Kampf) che non riescono nemmeno ad avere nemmeno un tono sarcastico o provocatorio. Lo avrà detto per preparare i giovani del Pd "ad affrontare gli spostamenti nel nostro Paese", afferma la Rodotà che poi si lascia travolgere da una banale invettiva contro il catastrofico sistema di trasporti pubblici italiano.
La notizia che questa abile giornalista vuole evidenziare con tutte le sue abilità stilistiche e rotoriche è dunque che Veltroni ha davvero corso un rischio estremo sposando la causa di "Into the Wild".
Esterrefatto

2) Veltroni, una casa a Manhattan per la figlia Martina con i diritti del libro di Andrea Garibaldi

Questa notiziona viene archiviata sotto il tag "politica", insieme ad una lettera di Sofri riguardo l'omicidio Calabresi e la notizia dell'incarico di Prodi all'Onu. Scelte editoriali... ma veniamo al fulcro dell'inchiesta giornalistica di Garibaldi, che evidentemente deve avere un decimo dell'arguzia del suo omonimo patriota. Tutti in Italia fremevano dalla voglia di sapere che Walter Veltroni ha acquistato una casa per sua figlia Martina a New York, ma soprattutto che l'ha fatto con una specifica quota del suo reddito dichiarato. Badate bene che anche altri politici italiani hanno acquistato un appartamento negli Stati Uniti, ricorda Garibaldi, per cui in fondo glielo possiamo anche perdonare.
Esterrefatto, ancora esterrefatto!

domenica 14 settembre 2008

La lacrima


Quando per la prima volta una lacrima di sangue si stende sul tamburello si avverte una sensazione davvero strana. Prevale, all'inizio, la soddisfazione per aver finalmente imparato il programma motorio giusto, quello dei tre tocchi della terzina. I movimenti della mano devono essere estremamente precisi e sincroni e solo alcune parti della mano battono sulla pelle del tamburello. Ancora non saprei dire se sia davvero necessario procurarsi questo dolore così intenso e duraturo, ma una cosa è certa... di strumenti sporchi di sangue se ne vedono davvero tanti nelle ronde salentine. Forse è per questo, allora, che quella bolla di carne ancora rossa, ardente, dà tanto sollievo al senso di malessere per l'infinita lontananza del Salento. Ancora sento le piccole tarante sotto i piedi e sono proprio loro a dettarmi il tempo della pizzica paccia, il ritmo di quel contatto così violento con la pelle. "Non si affronta la taranta con quell'aria di sufficienza, da uomo furbo del duemila... e la taranta poi ti vede e ti possiede, ti possiede". Sangue vivo. Carne nuda. Un cuore pulsante si lascia trapassare dalla malinconia, e ci è malincunia, cacciala fore. Questo è il segno che vuole ballare. Ogni colpo è un'implosione. Viene da sè aspettarsi che prima o poi un violino, un organetto, una chitarra e poi una voce inizi ad accompagnare il dolore della mano, per attenuarlo, per dargli un senso. E allora chiudo gli occhi e immagino che riaprendoli mi appaia la faccia di Totò o di Rocco e di Donato e Pierpaolo e Serena e di tutti gli altri amici che mi hanno regalato ricordi indelebili con cui condire il mio presente, in questa città afona come il sordo tonfo di una goccia d'acqua in un pozzo.

lunedì 8 settembre 2008

certezze settembrine...

Settembre è da diverso tempo ormai uno dei mesi più emblematici dell'anno... un momento in cui alcune riflessioni nascono da sè e si fanno spazio fra altri mille pensieri... scegliendo una via preferenziale di fuga. Che poi sia quella della musica, del " Vorrei dormire, ma sono sveglio", o quella della poesia o della prosa, beh non cambia molto.. è l'intensità di certe emozioni a segnarne l'esigenza nella quotidianità. Quante parole si possono usare per esprimere dei concetti! Eppure spesso chi scrive, semplicemente si lascia abbandonare nel gioco di comporre immagini, suoni, dimensioni differenti... il significante veste un messaggio partorito nudo dal cuore, che sicuramente non ha bisogno di artifizi per arrivare a chi lo vuole ascoltare.
Non c'è niente che mi possa riempire di gioia più della consapevolezza della mia esistenza, di quello che faccio ogni giorno... e ogni giorno sono più o meno costretto a studiare. Chiamare "Medicina" l'oggetto dei miei studi è più che convenzionale. Leggo e imparo della vita, dell'uomo, di come agisce e reagisce il suo corpo, di come nascono le sue emozioni, di come si muore e di come si ride, di come si suona e di come si gusta un cibo prelibato. Di come un uomo ama una donna e una madre un figlio, che vive dentro di se, o a mille chilometri di distanza... di come nasce una lacrima di dolore e di come essa si perde scivolando sulla pelle che, incurante, la ignora... di come la sofferenza prende possesso dei nervi e li strenua finchè il corpo è costretto a porre fine ad uno strazio insostenibile.
Presto qualcuno di certo più bravo di me sarà chiamato a giudicare quanto bene ricordo e ho appreso della "macchina" eppure nessuno, se non io, può valutare il benessere del mio presente. Esso non si esprime in trentesimi, nè in centesimi e la lode davvero a poco vale. Amo la "medicina" perchè amo l'idea dell'uomo che vive in me, anche quando l'esperienza mi dimostra che si tratta solo della più iperuranica delle illusioni.

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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...