giovedì 26 giugno 2008

Quest'oggi, prima di cominciare a studiare, fermerò la mia attenzione su una storia. Come sempre accade nei racconti, anche in questo caso sarà possibile estrapolare un insegnamento, una "morale", un giudizio. Ma questa storia è diversa dalle altre perchè non viene raccontata da uno che la conosce a coloro che non la sanno, con lo scopo di trasferire delle conoscenze o una saggezza pacchiana e bigotta che fa tanto piacere allo spirito e poco alla saliva e al sudore. Ciò che mi spinge, dunque, a fermare questo pensiero e spillarlo su questo foglio è solo il desiderio di condividere un dubbio, un quesito... lasciando ad ognuno la libertà di trovarne una soluzione, qualora ce ne sia l'esigenza, l'opportunità e la volontà.
Dopo questa barocca e faraonica presentazione, veniamo alla storia, che in verità dovrebbe colpire più per la sua semplicità e brevità.
Nel paese degli opposti ci sono soltanto due famiglie, ognuna con una propria casa. I due edifici sono situati l'uno di fronte all'altro e separati dall'unica strada che conduce in questo villaggio essenziale. Le due case sono identiche: nessuna differenza nel giardino, negli infissi, nelle dimensioni, nella superficie... e c'è qualcuno pronto a scommettere che siano anche arredate nel medesimo identico modo. Davvero un miracolo che mai nessuno dell'una o dell'altra famiglia abbia disconosciuto la sua abitazione, finendo a dormire nel letto del vicino... nessun riferimento spaziale permette, infatti, di distinguere le due case che ad un estraneo davvero potrebbero sembrare la copia di una sola idea. Eppure esiste una differenza ineliminabile fra le due famiglie che in esse vivono, una differenza per cui chiunque ospitato in entrambe non esiterebbe a riconoscerle nemmeno a miglia e miglia di distanza. Esplicitare o spiegare in cosa consista questa differenza non è compito semplice o banale perchè essa concerne una sfera dell'animo umano altamente soggettiva e variabile: l'olfatto. Accade così che per alcuni una casa puzza e l'altra profuma, per altri esattamente il contrario. E quelli che percepiscono l'olezzo non saranno mai disposti a trasformare la loro percezione, cercando di capire perchè degli altri provino così piacere nel vivere in una tale condizione; così come quelli che sentono il profumo non saranno mai predisposti a cedere la loro condizione per provare ciò che pure tanto attrae i loro opposti... per cui tutti sono destinati a vivere nello stesso odore per tutta la vita.
Ancora si potrebbe dire delle abitudini alimentari delle due famiglie, dei loro stili di vita... che l'una preferisce le vacanze al mare perchè odia la puzza dei boschi; che l'altra detesta la salsedine e non vede altra alternativa ai pic-nic in montagna... una è vegetariana e crede fermamente nel valore nutritizio di uno sformato di melanzane o di una insalata di riso; l'altra non rinuncerebbe all'arrosto della domenica nemmeno per tutte le foglie di lattuga del mondo. E davvero si potrebbe andare avanti per ore e ore a spiegare cosa una famiglia apprezzi e cosa l'altra detesti... ma la storia, allora, diventerebbe noiosa e quasi non avrebbe più senso.

giovedì 19 giugno 2008

Il primo elemento















non ti fermare.
Mare, abbracciami con le tue onde, da lontano.
raggiungimi da laggiù e non lasciarmi più solo.
con te alle mie spalle la terra mi sembra una perla chiusa in una conchiglia
e io la mano che a lei si avvicina senza mai afferrarla
con te dinanzi ai miei occhi la luna mi sembra una carezza che segue le linee del mio corpo
per regalarmi con dolcezza il suo bagliore.
scaldami,
Mare.
non lasciarmi al gelo.
raffredda l'ira cocente in me e appropriati di ogni angolo del mio corpo
è tutto tuo qui dentro
ti cedo volentieri il mio possesso su di me perchè
io e te
siamo una cosa sola,
Mare.

lunedì 9 giugno 2008

Ad accogliermi col sole..

Non avevo molti dubbi sull'accoglienza che ancora una volta mi avresti riservato...
amara terra mia!
che dolce sensazione!
la mia casa, il mio letto, le mie colline, il mio sole! L'entusiasmo del ritorno alle origini è costante nel tempo, non svanisce nè si attenua. E' un'emozione che inizia a bussare alle porte del cuore già quando il bus lascia Potenza, la sgraziata, e riprende la strada che costeggia il fiume Basento, quella che si insinua fra l'Appennino Lucano per concludere il suo corso in prossimità del mare. Quanto avrei ancora da dire... quanto ancora vorrei descrivere questo momento.. ma spesso le parole sono superflue e inappropriate!
Ho parlato abbastanza, forse anche troppo!
Solo silenzio adesso, silenzio e pizzica...

domenica 1 giugno 2008

Tolleranza zero ovvero intolleranza

Vivo senza televisione, per almeno due ragioni: la prima, non ce l'ho; la seconda, non la voglio. Un uomo saggio e buono, Pier Paolo Pasolini, qualche anno fa aveva preannunciato tutti i danni che questo malefico elettrodomestico avrebbe creato... e se fosse ancora qui, penso non avrebbe timore a manifestare la sua intolleranza.


Capitolo I - La TV è uno strumento passivo

Guardare la televisione è un'azione che definirei passiva. Il telespettatore subisce tutto ciò che viene inserito nel palinsesto secondo le logiche più svariate, da quella del profitto a quella del controllo delle masse. I telespettatori di Anno Zero, di Michele Santoro, hanno subito la decisione di RAI 2 di trasmettere il programma venerdì 30 anziche giovedì 29 maggio, senza poter esprimere un'opinione in proposito. Il telecomando è il mezzo attraverso il quale si concretizza l'ipocrisia della libertà della scelta. E' evidente che si tratti di una libertà estremamente limitata e relativa, visto che si può scegliere solo fra una ristretta gamma di opzioni. Non si può ad esempio decidere quando vederla, quando non vederla perchè alcuni programmi vengono trasmessi solo in alcuni giorni della settimana, in alcune fasce orarie. In questo modo si crea dipendenza tra la domanda e l'offerta: più vedi la televisione più sai quando trasmettono i programmi che ti interessano e quindi ti adegui alle scelte dell'azienda. In un'epoca in cui non esistevano molti modi per essere informati, il cinema ed il teatro erano "beni" di nicchia e la televisione rappresentava un mezzo di aggregazione... è evidente che questa via di comunicazione avesse un peso rilevante nel determinare la qualità della vita della gente. Ma ora non è più così, quindi non mi sembra blasfemo proporre l'abolizione di tutti i televisori, da sostituire con un pc dotato di connessione ad internet. Alcuni portali già danno la possibilità di seguire alcune trasmissioni in streaming, oltre ai files di programmi televisivi scaricabili grazie ai software pear to pear. Il vantaggio, netto, sta nella maggiore autonomia e indipendenza dal DIO PALINSESTO, per non parlare del fatto che non esistono spot pubblicitari, nè interruzioni di ogni sorta, che non dipendano dalla propria libertà.


Questo è il primo di una serie di post che dedicherò da qui in avanti alla manifestazione della mia totale avversione per tutto ciò che concerne il mondo della Televisione.
Spegni la Tv, accendi il cervello!

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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...