Giustizia è ordine dei rapporti umani; la virtù morale per la quale si osserva in sé e in altri il dovere e il diritto; è la costante e perpetua volontà di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto; è l'ufficio, il magistrato o il luogo dove si rende giustizia. La negazione della giustizia ovvero la mancata applicazione dei criteri della giustizia è l'ingiustizia.
da wikipediaSono stato schedato come un criminale, un faccendiere, un colluso. Da qualche mese negli uffici della DIGOS di questa desolata cittadina lombarda esiste un fascicolo su cui è scritto il mio nome. Il reato che avrei commesso mi è stato notificato, per motivi di ordine pubblico, dopo quasi due mesi, attraverso una telefonata sul mio cellulare privato da parte dell'ispettore Bellusci. Forse non lo dimenticherò mai.. ero in cucina e stavo preparando una misera pasta al pesto dopo una mattinata di studio intenso. Negli uffici della questura mi hanno successivamente spiegato cosa avessi fatto esattamente, il mio reato: in Piazza del Duomo a Pavia, insieme ad altri, avrei "suonato con continuità la chitarra e cantato canzoni folkloristiche al fine di intrattenere i presenti invogliandoli a permanere nell'area predetta trasformando la stessa in luogo di bivacco". Sanzione prevista 200 Euro, in misura ridotta, da pagare entro 60 giorni.
La vicenda è permeata dello squallore che impregna qualsiasi atto "politico" in questo paese dalla p minuscola: quel giorno, malgrado io non lo sapessi, in Piazza del Duomo era stata autorizzata dalla Questura una manifestazione di protesta contro l'ordinanza nr. 06/08 del Sindaco di Pavia, l'ordinanza anti-bivacco. Un gruppo di studenti di sinistra occupava la piazza per qualche ora, distribuendo gratuitamente bevande e inneggiando alla follia di un provvedimento che vieta l'aggregazione in luoghi pubblici.
A questo punto subentro io, che mi trovavo a passare di lì per caso e che non avevo nemmeno alcuna intenzione di esprimere idee di dissenso o manifestare alcunché. In fondo penso che una sì fatta legge sia più che legittima in un posto come questo, in cui la gente non dice "buongiorno" al mattino sull'autobus, o chiama la polizia per schiamazzi domestici se suoni la chitarra alle 5 del pomeriggio, o molesta un musicista di strada rumeno che usa una chitarra per far quattrini anzichè "andare a lavorare".
Con la testa bassa e tanta umiltà ho ignorato il vociare che si levava attorno a me. Non avevo davvero tempo da perdere con la Questura, il Sindaco o chi che sià. Il mio bivacco preferito è lo studio e non avrei per nulla al mondo sottratto il mio tempo alla preparazione dell'esame che oggi ho sostenuto brillantemente. Solo la mia passione per la Medicina, il desiderio di divenire un medico cosciente e consapevole, l'impegno necessario per sostenere lo stess fisico e intellettuale richiesto ogni giorno nella vita di un "giovane medico" hanno mosso il mio agire in quest'ultimo periodo. Nient'altro. E ora che posso dire di aver superato l'esame più arduo della mia carriera universitaria, ho scelto di spendere qualche parola su quello che mi è successo. Mosso da un unico obiettivo: informare. Voglio che questa storia di ordinaria follia sia nota ai più perchè quando subisci un'ingiustizia, una violenza, un sopruso c'è solo una cosa che puoi fare: urlare in silenzio, affinchè coloro che vogliono ascoltarti lo possano fare. E magari continuare a rimanere seduti sulla poltrona.
La vicenda è permeata dello squallore che impregna qualsiasi atto "politico" in questo paese dalla p minuscola: quel giorno, malgrado io non lo sapessi, in Piazza del Duomo era stata autorizzata dalla Questura una manifestazione di protesta contro l'ordinanza nr. 06/08 del Sindaco di Pavia, l'ordinanza anti-bivacco. Un gruppo di studenti di sinistra occupava la piazza per qualche ora, distribuendo gratuitamente bevande e inneggiando alla follia di un provvedimento che vieta l'aggregazione in luoghi pubblici.
A questo punto subentro io, che mi trovavo a passare di lì per caso e che non avevo nemmeno alcuna intenzione di esprimere idee di dissenso o manifestare alcunché. In fondo penso che una sì fatta legge sia più che legittima in un posto come questo, in cui la gente non dice "buongiorno" al mattino sull'autobus, o chiama la polizia per schiamazzi domestici se suoni la chitarra alle 5 del pomeriggio, o molesta un musicista di strada rumeno che usa una chitarra per far quattrini anzichè "andare a lavorare".
Con la testa bassa e tanta umiltà ho ignorato il vociare che si levava attorno a me. Non avevo davvero tempo da perdere con la Questura, il Sindaco o chi che sià. Il mio bivacco preferito è lo studio e non avrei per nulla al mondo sottratto il mio tempo alla preparazione dell'esame che oggi ho sostenuto brillantemente. Solo la mia passione per la Medicina, il desiderio di divenire un medico cosciente e consapevole, l'impegno necessario per sostenere lo stess fisico e intellettuale richiesto ogni giorno nella vita di un "giovane medico" hanno mosso il mio agire in quest'ultimo periodo. Nient'altro. E ora che posso dire di aver superato l'esame più arduo della mia carriera universitaria, ho scelto di spendere qualche parola su quello che mi è successo. Mosso da un unico obiettivo: informare. Voglio che questa storia di ordinaria follia sia nota ai più perchè quando subisci un'ingiustizia, una violenza, un sopruso c'è solo una cosa che puoi fare: urlare in silenzio, affinchè coloro che vogliono ascoltarti lo possano fare. E magari continuare a rimanere seduti sulla poltrona.
