Me lo ricordo ancora il giorno in cui divenni anarchico, belin! In quel periodo avevo iniziato da poco la leva e mi trovavo in una caserma dell'Appennino tosco-emiliano, non molto lontano da Genova. Una mattina ci fecero disporre su più file, ognuno con il suo fucile ben arpionato fra le mani, rigido e fiero verso il cielo. Sembrava una delle tante esercitazioni, ma inaspettatamente apparve un prete. Sotto il giaccone, che lo riparava dal freddo, una lunga tonaca nera trascinava la polvere del campo militare; in testa un goffo cappello, anch'esso nero a nascondere i pochi capelli ancora rimasti... e fra le mani un'antica navicella porta incenso. Tutti pensarono si trattasse di un missionario, venuto a salutare i martiri prima della partenza per una spedizione improvvisa. E invece il vecchio predicatore come di consueto iniziò a benedire i fucili, uno ad uno, avvicinandosi ad ogni milite ed invitandolo a porgere l'arma in avanti, in modo che il solenne gesto fosse ben visibile al Buon Dio. Ripetè l'operazione più volte e quando fu ad un passo da me gettai l'arma al suolo, rivolgendomi al parroco: "Ma come proprio tu che dovresti predicare la parola di Quello lì!" e nel contempo mi agitavo, scuotendo le braccia al Cielo, quasi per attirare l'attenzione dell'Altissimo, affinchè almeno Lui osservasse quello scempio.
Gli ufficiali non apprezzarono il mio gesto e di lì a poco finii presso la corte marziale, di fronte ad un giudice e alla mia sentenza. Mi dissero che ero colpevole di condotta indisciplinata e che il mio soggiorno in caserma si sarebbe sicuramente prolungato, ma vollero concedermi il diritto di difesa prima di chiudere gli atti.
"Qualcosa da dichiarare?"
"Giudice, solo una cosa! Ma in che mondo mi fai vivere, Giudice? In un Mondo in cui se getto via un fucile devo pagare una pena e se lo tengo stretto fra le mani, invece, faccio il mio dovere?"
Solo questo dissi, e fu così che io divenni anarchico...
Gli ufficiali non apprezzarono il mio gesto e di lì a poco finii presso la corte marziale, di fronte ad un giudice e alla mia sentenza. Mi dissero che ero colpevole di condotta indisciplinata e che il mio soggiorno in caserma si sarebbe sicuramente prolungato, ma vollero concedermi il diritto di difesa prima di chiudere gli atti.
"Qualcosa da dichiarare?"
"Giudice, solo una cosa! Ma in che mondo mi fai vivere, Giudice? In un Mondo in cui se getto via un fucile devo pagare una pena e se lo tengo stretto fra le mani, invece, faccio il mio dovere?"
Solo questo dissi, e fu così che io divenni anarchico...




