Il violino strappava note alla chitarra come gesti d'amore in una calda notte d'estate. E lei, con il suo sguardo innocente glieli ricambiava, porgendo sorrisi gioiosi. Il cielo stellato lasciava cadere gocce di luce, lacrime su un arido deserto. Ed il buio si appropriava di uno splendore accecante. La testa ondeggiava insieme alle braccia, tentacoli di una medusa salda al suolo come un albero millenario. Nemmeno la scossa terrestre più imponente avrebbe potuto destare la quiete, bagnata dai languidi baci. Come foglie danzanti sotto il soffio del vento le vibrazioni delle corde davano avvio ad una pulsazione sincrona e vitale. Alla contrazione degli atri seguiva il rilasciamento dei ventricoli e viceversa cosicchè un alito armonioso spirava dai visceri dei due strumenti. La genesi di una creatura meravigliosa come l'uomo inzia quando finisce la vita degli enti che la determinano: il reciproco sacrificio fornisce l'energia attraverso la quale si realizza la perfetta inconsistenza del tempo. Da ciò che non è più origina ciò che sarà e da cui sarà ancora qualcos'altro.
"tutti noi siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto e che invano cerchiamo negli scaffali della nostra mente."
martedì 31 marzo 2009
lunedì 30 marzo 2009
Quanta fatica per dare forma con le parole alle emozioni che in questo momento albergano dentro di me. Vorrei piangere, ridere, dormire, urlare e poi ascoltare il silenzio, percepire il freddo al di fuori di me e il caldo generato dai battiti del mio cuore. Alcuni incontri nelle nostre vite possono cambiare il corso degli eventi e determinare delle metamorfosi rivoluzionarie. Gli uomini straordinari sono quelli che vivono dentro di noi al di là dello spazio e del tempo in cui si rendono manifesti ai nostri occhi. Maurizio Colonna è entrato con discrezione e gentilezza nei gangli della mia sensibilità e le sue parole scorrono nel mio sangue come acqua nel letto di un fiume. Non c'è niente di più vitale che prestare attenzione al fruscio di questo flusso, per sublimare un ricordo che presto sarà ossigeno per la mia esigenza di espressione. Ho sentito dire che quest'uomo è uno dei dieci chitarristi classici più bravi al mondo, ma penso che sia alquanto riduttivo e banale pensarlo. La bravura non è una categoria che appartiene all'anima... se fosse solo così potrei dire che oggi ho visto un tramonto perfetto e nessuno mi capirebbe, ovviamente. Maurizio Colonna è un uomo che conosce le emozioni che è in grado di suscitare in coloro che hanno l'attitudine giusta per poterlo ascoltare. Ciò fa di lui un uomo straordinario: come un medico che sa apprezzare con esattezza le caratteristiche delle patologie, ne conosce i rimedi e si preoccupa di prestare le sue attenzioni a coloro che ne hanno bisogno.
Quest'oggi ho avuto la possibilità di suonare la mia chitarra dinanzi a lui. Ancora mi tremano le mani se ci penso, se penso all'attimo in cui mi ha detto "adesso ti lascio il posto così ci fai sentire qualcosa". Attraverso la mia chitarra ho reso manifesta una parte di me: non ho avuto bisogno di artifici, di abilità tecniche, di ostentare una bravura che onestamente non mi appartiene. Ho dovuto semplicemente denudare alcune delle emozioni più intime che covavo dentro di me per renderle evidenti. Non si trattava di una prestazione fine a se stessa ed è stato per questo, forse, che non è stato levato alcun giudizio sul brano che ho eseguito: se ne poteva solo prendere atto! E così è stato.
Quest'oggi ho avuto la possibilità di suonare la mia chitarra dinanzi a lui. Ancora mi tremano le mani se ci penso, se penso all'attimo in cui mi ha detto "adesso ti lascio il posto così ci fai sentire qualcosa". Attraverso la mia chitarra ho reso manifesta una parte di me: non ho avuto bisogno di artifici, di abilità tecniche, di ostentare una bravura che onestamente non mi appartiene. Ho dovuto semplicemente denudare alcune delle emozioni più intime che covavo dentro di me per renderle evidenti. Non si trattava di una prestazione fine a se stessa ed è stato per questo, forse, che non è stato levato alcun giudizio sul brano che ho eseguito: se ne poteva solo prendere atto! E così è stato.
giovedì 26 marzo 2009
Medium
Nelle langhe dei ricordi
mi aggiro come un avvoltoio,
in cerca di carcasse di felicità.
Nel giardino delle prospettive
vago a testa in alto,
in attesa che il cielo si sgomberi dalle nubi.
La sabbia ricopre l'ultima tenue scintilla
di quell'immenso falò che mi ha tenuto in vita finora.
Il vento spazza prepotente ogni batuffolo di abnegazione
che si erga ad oscurare questo sole di primavera.
Intorno a me tanta follia.
Dentro me una lucida resitenza.
L'attesa.
Può passare una vita intera
in attesa che il fumo dei giorni ormai andati
lasci la pelle libera di respirare.
mi aggiro come un avvoltoio,
in cerca di carcasse di felicità.
Nel giardino delle prospettive
vago a testa in alto,
in attesa che il cielo si sgomberi dalle nubi.
La sabbia ricopre l'ultima tenue scintilla
di quell'immenso falò che mi ha tenuto in vita finora.
Il vento spazza prepotente ogni batuffolo di abnegazione
che si erga ad oscurare questo sole di primavera.
Intorno a me tanta follia.
Dentro me una lucida resitenza.
L'attesa.
Può passare una vita intera
in attesa che il fumo dei giorni ormai andati
lasci la pelle libera di respirare.
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L'ultima danza
La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...