"Ascoltami bene, amico mio, oggi ti parlerò di qualcosa di molto importante per te e per chiunque altro sia in procinto di dedicarsi all'arte medica per il resto della sua vita..."
Quando il Barone Von Kraphen interrompeva i lunghi silenzi che spesso caratterizzavano i nostri incontri, iniziava a farsi viva in me la assoluta certezza che di li a poco un intenso benessere avrebbe attraversato i gangli della mia sensibilità. Come il canto di una gallo, all'alba, prima ancora del sorgere del sole, anticipa l'imminente apparizione nel cielo della stella più luminosa, così risuonava in me il tiepido tono di voce di quell'uomo, che con la sua brillante saggezza era capace di alimentare intuizioni che avrebbero cambiato per sempre le mie percezioni quotidiane.
Quando il Barone Von Kraphen interrompeva i lunghi silenzi che spesso caratterizzavano i nostri incontri, iniziava a farsi viva in me la assoluta certezza che di li a poco un intenso benessere avrebbe attraversato i gangli della mia sensibilità. Come il canto di una gallo, all'alba, prima ancora del sorgere del sole, anticipa l'imminente apparizione nel cielo della stella più luminosa, così risuonava in me il tiepido tono di voce di quell'uomo, che con la sua brillante saggezza era capace di alimentare intuizioni che avrebbero cambiato per sempre le mie percezioni quotidiane.
" Ognuno di coloro i quali intraprendono la strada che porta alla conoscenza dell'arte medica non può prescindere, sin dalle prime tappe della sua formazione, dall'apprendere ed esercitare la pratica dell'ascolto. Gli studi accademici sono caratterizzati da lunghe sessioni di ascolto, circostanze nelle quali uomini dotati di grande cultura scientifica e oratoria sciolgono i nodi dell'inconsapevolezza della conoscenza umana, lasciando strada alla linearità razionale del ragionamento scientifico. Il docente, attraverso la selezione accurata e puntuale di parole adeguate e mai approssimative, sviluppa ed esplicita una plausibile spiegazione dei complicati meccanismi che regolano il funzionamento dell'essere umano. Lo studente diligente, dunque, è colui che dimostra di possedere la capacità di ascoltare con estrema attenzione ciò su cui viene edotto; ritiene grazie alla disciplina dello studio quotidiano nozioni tanto elementari come complesse; ed è infine abile nel contestualizzare nella pratica clinica quotidiana le conoscenze assimilate. Ma c'è dell'altro! La centralità dell'ascolto non si esaurisce certamente con l'acquisizione del titolo di Medico. Con il passare degli anni diviene per necessità attività di spiccata finezza e attenzione, funzionale a percepire suoni che, dapprima devono essere riconosciuti e poi devono essere trasformati in decisioni cliniche. In tal senso è emblematica l'abilità del medico di riconoscere il suono del normale battito cardiaco, dei soffi, di turbolenze e borborigmi. Le percezioni sensoriali rendono l'ascolto, olisticamente, l'unico aspetto della formazione scientifica davvero indispensabile e irrinunciabile.
Diffida delle tue intuizioni, quando esse non siano direttamente generate a partire da un processo attivo di acquisizione e elaborazione di informazioni attendibili. Un medico non può permettersi il lusso di prestare vaga e generica, quando non distratta, attenzione a ciò che definisce i processi degli infiniti universi che si muovono attorno a sé.
Rispetta il dolce suono del silenzio e rendi fine il tuo udito, in modo da imparare a discernere un tiepido abbraccio da una calorosa stretta di mano.
Riconosci la luce della notte ed il buio del giorno attraverso l'autentica percezione del reale.
Solo in questo modo sarai capace di distinguere un rumore da un suono, un bacio da una carezza delle labbra... e non ci sarà attimo della tua vita in cui potrai prescindere dalla tua formazione medica perché, grazie ad essa, farai di te un essere pensante al di là dei più beceri istinti vitali, che pure continuerai a percepire nella loro grandiosa e pura ineluttabilità."
