"La corsa di un bambino - mi spiegava il Barone Von Kraphen - libera, lungo i campi di grano ondulanti al vento, è costruita sulla successione di piccole semplici unità, che sono i passi. Ognuno di essi sembra avere una sua intrinseca necessaria essenza. La stessa che si attribuisce alle nuvole nel cielo. Si realizza in un breve intervallo di spazio e di tempo. Conosce il fine perché è fine a sé, ma anche al disegno che costruisce nel suo svolgersi. Questa vita, questa storia è come la corsa di un bambino su un campo di grano a fine giugno, prima della mietitura. Affascina, se pur in una più che sporadica incomprensibilità. Va ascoltata e interiorizzata a fondo per familiarizzare con essenze che appaiono inattese in prima approssimazione. Eppure già evocano immagini vissute. Vorrei spingermi oltre, provare a vedere con maggiore lucidità i sapori racchiusi in questo cibo ricco di spezie e di sapori contrastanti, ma quasi preferisco lasciarmi cullare dalla musica con leggerezza. Al prossimo giro di giostra cercherò di prestare maggiore attenzione ai marchingegni che muovono i cavalli su cui ora solo mi dondolo. Preferisco tenere con me questo ritmo, adesso... e trovarvi un sentiero che conduca me ad una pace interiore e notturna."
"tutti noi siamo qualche pagina di un libro, ma di un libro che nessuno ha mai scritto e che invano cerchiamo negli scaffali della nostra mente."
sabato 13 settembre 2014
martedì 9 settembre 2014
"e chi sa dove sarai,
amico...
ripensandoti,
ti rivedo in me.
La visione che avevi dell'amore, la tua ironia..
e chi sa dove sarai?"
Erano passati molti anni dall'ultima visita del Barone Von Kraphen, ma ricordo lucidamente ogni dettaglio di quegli incontri. Giacevo disteso sul letto, nella piccola stanzetta dove ancora si nascondeva, dietro la porta, l'etagere con i libri verdi del nonno, ordinati grazie alle etichette rosse di velluto incorporate sul dorso. Non era quasi mai un mistero l'arrivo del Barone e dei suoi grandi baffi neri: ero solo un bambino, ma captavo nei discorsi dei grandi il sapore della visita imminente del Barone Von Krafen, quello della pelle glabra sulle guance appena rase. Il fermento per i preparativi del caso era così potente da creare una interminabile attesa che puntuale culminava nella curiosità di conoscere in ogni istante a che punto del viaggio il Barone si trovasse. Così generalmente aspettavo le sue apparizioni nella stessa piccola stanza in cui poi rimanevo per ore, con la testa sotto il cuscino, a contenere le lacrime quando il Barone nuovamente spariva. Sognavo il giorno in cui finalmente lo avrei seguito, sarei montato anche io a bordo della sua potente macchina e non lo avrei mai più abbandonato, anche a costo di non rivivere il fascino dell'attesa dei nostri incontri e sentire il sapore delle mie lacrime intrise della gioia di avere ascoltato i suoi racconti. Non saprò mai dire se davvero al Barone Von Krafen piacesse la zuppa di brodo con le polpette che gli veniva rifilata per cena al termine dei saluti di rito, ma sono certo che il Barone non avrebbe mai manifestato disappunto e neanche qualsiasi gesto che avrebbe lasciato intendere di non gradire. Durante la cena rimanevo a osservarlo seduto su una piccola sedia di paglia, mentre iniziava a raccontare una nuova affascinante e magica avventura del Barone Von Krafen. Darei la mia stessa vita, ora, per tornare anche solo un attimo in quella cucina e rivivere la sfida di non bruciarmi la lingua con la zuppa incandescente, con gli occhi verdi del Barone puntati su di me a trasmettermi la sua straordinaria e intrinseca amorevolezza. La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito, con stasi e pacatezza, mi diceva sempre Von Krafen, prima di iniziare ogni racconto... ed io lo ascoltavo. E dentro di me sapevo che un giorno sarei diventato anche io come lui, come il Barone Von Krafen, un uomo che sembrava non avere paura di nulla ma che temeva se stesso e il tempo che trascorreva e che prima o poi ci avrebbe allontanato.
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L'ultima danza
La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...
