venerdì 13 giugno 2014

Sognare con le gambe

Un giorno il discepolo si destò dal silenzio che a tratti lo inquietava da tempo, quasi folgorato da una intuizione. I discorsi che faccio quando sto con te sono esempi perfetti di banalità, pensava. Ma come avrei potuto trovare una autentica fonte di ispirazione e di creatività ? Si chiedeva. Così una nuova immagine iniziò a prendere forma lentamente nell'intima dimensione destinata alla riflessione. Il grande equivoco riguardava la genesi dei sogni e come questi dovessero essere partoriti. Fino ad allora erano state le percezioni emotive a guidare la creatività nella costruzione della consapevolezza. E se tutto ciò avesse preso, invece, nuova origine proprio dalle fondamenta su cui poggia lo stesso vivere ? E se avesse iniziato il discepolo a sognare e costruire idee immaginifiche della realtà a partire dai piedi ? Questa la nuova dimensione: si sarebbe potuto utilizzare un nuovo schema di ragionamento, non più basato su ciò che dalla mente fluisce verso le altri parti del corpo, ma viceversa. I piedi sarebbero stati il nuovo punto di partenza di ogni tipo di speculazione, riguardasse essa la gestione degli affanni quotidiani o le più intime ambizioni relative alla fine della stessa vita. In pratica questo nuovo punto di vista avrebbe dovuto materializzare e rendere evidente tutto ciò che fino ad allora l'anima aveva puntualmente cercato di filtrare, per rendere meno grezzo e bruto il sopravvivere. L'essenza di questo nuovo sottovivere non avrebbe certo mancato di creare scompensi, ma anche il nuovo contesto richiedeva una tale metamorfosi. L'assenza di un polso cardiaco avrebbe potuto creare molte vittime. Ma l'amore che fa impazzire l'idea svanisce nei giorni che non avrò mai. Io dove sarò ?

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  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...