lunedì 5 settembre 2011

Speculazioni

Lo studio della Natura può spiegare in modo semplice ed esaustivo tutto ciò che da soli non riusciamo a capire. Ma occorre praticare con saggezza le vie che portano alla "consapevolezza"; ed acquisire con pazienza i mezzi appropriati per poter infine conoscere i meccanismi che regolano la vita. L'uomo oscilla tra equilibri più o meno precari, creati casualmente in spazi e tempi definiti, e a sua volta contiene infiniti sistemi che con rigore e precisione tendono spontaneamente al caos. Alla luce di ciò, è evidente come parlare di "lotta al precariato" o di "generazione senza un futuro certo" sia evidentemente un puro e banale esercizio dialettico demagogico per poveri ingenui. Fino a quando è possibile mantenere l'esistenza di un equilibrio fra fattori entropici e fattori stabilizzatori si può definire vivente l'essere. Quando prevalgono i secondi sui primi si realizza il termine ultimo del caos ovvero la morte, processo vitale, finalizzato al mantenimento della specie. Appare dunque evidente come non ci si possa sottrarre completamente alla confusione finchè si possiedono le energie vitali adeguate. Qualsiasi tentativo in tal senso non può che risultare fallimentare. Da ciò nasce la disputa sulla opportunità di adeguarsi alle correnti caotiche più estreme, abbandonando a priori la possibilità della ricerca di un ordine (edonismo) oppure insistere nel tentativo di dare una logica razionale al vivere quotidiano pur nella consapevolezza della inconsistenza e provvisorietà di tale situazione (carpe diem). Abbandoniamo per un momento qualsiasi prosaicità e cerchiamo di affidarci alla metafora per esemplificare quanto finora affermato. 
Un uomo vive in una stanza ordinata. Ogni sua giornata comincia con un'azione volta più o meno coscientemente alla violazione dell'ordine. Togliersi il pigiama, desnudarsi completamente per lavarsi, scegliere la biancheria da indossare, gli abiti della giornata, preparare la valigetta con i documenti che serviranno a lavoro, cambiare la camicia appena macchiata facendo colazione, tagliare le unghie delle mani e dei piedi, lasciare vicino al letto le ciabatte ancora umide per avervi inserito i piedi ancora bagnati, annodare la cravatta, ricordarsi di prendere dal tavolino le chiavi di casa ed il portafogli, uscire di casa. A ciò deve necessariamente seguire un momento in cui prevalgono azioni esattamente speculari alle precedenti. La vita dunque è una ripetizione incessante di azioni più o meno relazionate fra esse e che hanno come conseguenza il passaggio continuo da uno stato di ordine ad uno stato di disordine. 
Questo è il modello più semplice per spiegare il funzionamento del corpo umano, sia in relazione ai meccanismi fisiologici che riguardano le funzioni prettamente biologiche, sia in relazione a processi più complessi e strutturati quali emozioni, ideazioni, organizzazione del pensiero, linguaggio, memoria, affettività.
Quanto più l'essere umano è in grado di conoscere e controllare gli equilibri che scandiscono il trascorrere del tempo, tanto più si assicura la possibilità di un'esistenza sulla terra.

Translate

L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...