giovedì 26 novembre 2009

Coupures

Ci sono tanti laghi;
viviamo ai margini dei laghi.
Fa sempre caldo,
ma ogni sera piove per un'ora.
Non abbiamo case.
Dormiamo in una specie di nido d'erba.
Quando ci svegliamo, andiamo a bagnarci nel lago.
Mangiamo.
Ci laviamo.
E poi facciamo dei giochi che ci fortificano.
Ogni famiglia ha il suo gioco, noi abbiamo il trapezio, lo facciamo tutti... anche i vecchi... anche mia madre che ha 150 anni! E' già alla sua terza dentizione!
Verso i 135 anni si ha una terza dentizione... anche voi ce l'avreste se viveste così tanto!
e potreste farlo!
anche noi morivamo giovani nell'era industriale...
Ci sono famiglie che sono brave nel salto, altre che camminano su delle liane.
Il pianeta non lo dirige nessuno e tutti.
C'è un'assemblea del pianeta una volta all'anno con i delegati dei villaggi, in cima ad un montagna... perchè quando si cammina due ore in salita si è più intellegenti. E poi c'è un'assemblea di contraccezione una volta all'anno nei villaggi: si decide più o meno quanti bambini fare secondo quale raccolto ci sarà.
La mattina si gioca un pò... e dopo si mangia. Si mangia di tutto: frutta, legumi, olive, degli spiedini di verdura, cereali... e la carne no, mangiamo i fagioli! Sono buoni i fagioli.
Mangiamo tutto crudo. Abbiamo il fuoco, ma non ce ne serviamo più... o meglio, solo per forgiare qualche coltello una volta l'anno.
E poi ci dedichiamo all'agricoltura...
Il pomeriggio è riservato al cervello: abbiamo lezioni di telepatia, di intuizione del futuro, viaggi interstellari, matematica dello spazio.. in quella, i bambini sono i più bravi...


da " Il pianeta verde" di Coline Serreau

mercoledì 25 novembre 2009

della rosa e del deserto

Non è che un fiore stenta a vivere nel deserto.
Non è che il sole è nascosto dal tappeto di nuvole su cui si adagia.
Non è che il canto del cigno infastidisce la quiete all'imbrunire.

E' che l'arida terra non trova abbastanza acqua per quel seme, suo malgrado.
E' che la brina celeste offre candido giaciglio all'Accecante.
E' che l'ultimo soffio di vita dell'essere umano suggella il ritmo del tempo.


venerdì 20 novembre 2009

Loop

La stanchezza alle volte prende il sopravvento... e allora ogni parola diventa pesante, scomoda, goffa e il pensiero da cui cerca di nascere preferisce nascondersi in angoli bui della coscienza, per rimanere nella quiete. La disillusione e la consapevolezza della realtà spesso richiedono il silenzio e inducono il corpo a cercare sollievo nell'estasi della Natura, unica vera madre di tutte le cose. Il tramonto sostituisce la speranza, l'alba la stanchezza... le sfumature delle foglie l'immancabile incoerenza. In un tale trambusto di inchiarezze, che non sono oscurità, è impervio trovare l'energia di afferrare ancora in mano il pennello e macchiare la tavolozza.. perchè è molto più appagante restare fermi a contemplare... l'America.
Poi ci sono i suoni... quelli che accarezzano il volto e lo circondano, per guadagnare la rigidezza del collo e modellare con estrema fluidità la fatale stasi marmorea. Questo soffice massaggio desta lievemente dall'onirica attesa e inizia così il movimento, che crea sempre ansia e vita. Insoliti arabeschi spostano il sangue nel corpo, facendogli percorrere strade a lungo abbandonate. I nuovi incontri sono in realtà il semplice riscovare sensazioni assonnate, che pure non riescono a stiracchiarsi rapidamente per abbandonare il torpore.
E allora piango e rido, leggo e scrivo, vivo e muoio e poi rinasco.



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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...