giovedì 29 maggio 2008

Diffidare.

Qualche giorno fa mi trovavo in un'aula della facoltà di Scienze Politche di questa ridente cittadina universitaria lombarda, alle prese con lo studio della Fisiologia. Ero immerso tra i circuiti neuronali, gli assoni e le proiezioni corticali quando ho avvertito una minaccia incombente volgere verso di me. Sentivo crescere la paura e l'insicurezza e subito ho immaginato il mio futuro, in una riserva.... fra gli stambecchi.... i lomellini ( nota specie protetta locale )... i brianzoli ( di nobili origini indoeuropee, anzi no, solo europee)... il ranger del parco ( Italiano di origini ucraine ) al di là delle transenne...

ah la nostalgia di quando eravamo padroni a casa nostra...(quando?)

Nonostante tremassi come una foglia sono comunque riuscito a mantenere la calma finché due bambini vestiti da rom mi hanno circondato e si sono seduti al mio fianco. Ho subito cercato di vedere se in giro ci fosse una ronda o un qualche fascista che li potesse picchiare a sangue, ma purtroppo ero solo... così ho dovuto affrontarli. Per prima cosa ho chiesto loro se avessero un regolare permesso di soggiorno e quando ho capito che si trattava di clandestini ho accettato ogni loro richiesta:
1) sono stati per tutto il resto del pomeriggio seduti al mio tavolo;
2) mi hanno sottratto un foglio bianco per disegnare;
3) hanno usato i miei pennarelli colorati;
4) infine hanno voluto sapere anche il mio nome e quanti anni avessi.

Sono ancora scosso se penso ai loro occhi, a quel modo di fare, alle dimensioni delle loro mani e delle dita.. il Nostro Paese non può davvero accettare che simili creature scorazzino fra le strade delle nostre città, seminando il terrore... e avreste dovuto vedere che manie di grandezza e di supremazia ostentavano i due... nel disegno che poi mi hanno obbligato a tenere Eleonora aveva rappresentato un castello, quello in cui diceva che avrebbe voluto vivere...

lunedì 26 maggio 2008

I miei nonni

Mio nonno sede a tavola, benedice il pane, cibo quotidiano.
Chiede e concede perdono.
Mia nonna dice si, no, si deve, non si deve, si può, non si può.
Dice quello che sa, lei lo sa che io l'imparerò.

Mio nonno era forte, alto.
Mia nonna forte, minuta.
Si sono amati sempre, desiderati, voluti.
Mio nonno era bello.
Mia nonna bella.
Lo erano per sè.

E adesso siedo a tavola, benedico il pane, cibo quotidiano.
Chiedo e concedo perdono.

Rendo onore a chi mi ha preceduto,
tra mille errori e abominevoli credenze.
Mi ha fatto vivo, sopravvivere, crescere.
Rendo onore a chi mi ha voluto.

Mio nonno era forte, alto.
Mia nonna forte, minuta.
Si sono amati sempre, desiderati, voluti.
Mio nonno era bello.
Mia nonna bella.
Lo erano per sè.



P.G.R.


sabato 24 maggio 2008

Lingua contro lingua





Adoro gli occhi. Osservare
gli sguardi
dei passanti.
Ogni colore esprime
un'essenza:
quella dell'odio,
timore sogno passione noia.


Non c'è banalità
nelle rifrangenze delle visioni,
notturne, pacifiche, innocenti, aggressive.
A cavallo delle ruote, i raggi dei miei occhi cercano approdi e stimoli.
Il vento sospira e sostiene il movimento delle gambe e accelera la vista.
Ogni volta nuova, ogni volta più bella, ogni volta diversa, ogni volta affascinante.
Occhi, mani della mente, sostegno del cuore.
Riposo la mia vita nel buio delle orbite e ottengo nuova luce.
Vedo in me. Vedo da qui. Vedo oltre.
Vedo e vivo.

lunedì 19 maggio 2008

A volte ritornano


Oskar Schindler
- Svitavy, 28 aprile 1908 -
- Hildesheim, 9 ottobre 1974 -


Oskar Schindler, alla cui vita si ispira un romanzo ed un film dal titolo Schindler's list, era un imprenditore, passato alla storia per aver salvato circa 1000 ebrei dallo sterminio perpetrato dai Nazisti nel corso della II Guerra Mondiale. La strategia usata dal proprietario della "Deutsche Emaillewaren-Fabrik" fu la seguente: reclutò nella città di Zablocie, dove aveva sede la sua fabbrica di pentole, decine e decine di lavoratori di "razza" ebraica evitando che questi subissero la medesima sorte degli altri deportati. Schindler assicurava al governo tedesco che i suoi dipendenti venissero trattati come schiavi, sfruttando la loro manodopera a basso costo ed evitando che gli uomini e le donne della Schindler's List potessero finire nei campi di concentramento. Nel 1961, in occasione di un soggiorno in Israele, l'imprenditore cecoslovacco incontra 200 dei mille ebrei clandestini regolarizzati della lista e nel 1967 una commissione riconosce ad Oscar Schindler il titolo di Giusto tra le nazioni.

venerdì 16 maggio 2008

Mesto pomeriggio di primavera

Non ho la tv qui a casa mia...
mentre scrivo, ascolto l'ultima puntata di Anno Zero, una trasmissione televisiva in streaming.
Non mi capitava da tanto tempo...
sono molto triste.
parlano di extracomunitari, clandestini, immigrati.
a tratti mi viene da piangere, e non è un modo di dire... le sento davvero le lacrime coccolare i miei occhi. mi chiedo perchè e mi chiedo perchè sono così folle da esplicitare un sentimento così intimo su una piazza così invadente come " la rete". forse lo faccio per dare un senso a questa tristezza, per incanalare la malinconia sulla strada che ne porta all'esaurimento definitivo. forse cerco solo di spogliare il mio stato d'animo dal pudore del silenzio. sento una colpa. non so darle altra forma. vorrei essere uno di loro, forse. vorrei essere qualcosa di più di uno spettatore passivo di uno spettacolo squallido, forse. vorrei che il documento che legittima il mio stato morale di medico arrivi al più presto... se non altro per dare una nuova essenza a questo mio malessere...

lunedì 12 maggio 2008

Sicurezza vo cercando...

E' uno dei problemi che pare affliggere la nostra società in questo momento: la SICUREZZA. Gli italiani hanno ufficialmente paura, sono terrorizzati da tutti i clandestini, extracomunitari, zingari e chi più ne ha più ne metta, che si aggirano nelle nostre città. Un pericolo per la purezza della nostra razza, che rischia di finire nelle riserve insieme ai pomodori non geneticamente modificati e alle zebre!!! Il nuovo governo già sta cercando di legalizzare l'espulsioni, perchè solo i migliori possono restare sul suolo italico. Se n'è accorta anche la cassiera del supermercato LIDL di via S. Paolo, una donna sulla trentina che qualche giorno fa ha apostrofato un venditore ambulante deicendogli "ancora un pò e vi mandiamo tutti a casa, ah ah ah". Resta da capire come risolvere la questione dei rumeni ( che ora preferiscono chiamare "romeni" per accettare l'idea che sia impossibile cacciarli )...
I rom, alle volte li chiamano anche così, ma io penso che questo termine voglia dire altro, spesso provengono da uno Stato membro dell'Unione Europea e secondo il trattato di libera circolazione non è prevista la possibilità di espulsione di massa di cittadini comunitari in modo permanente.

Personalmente, anche io non mi sento sicuro. Ho paura. Ma non dei rom, degli zingari, dei marocchini o degli africani. Io ho paura dei fascisti. Ho paura del razzismo. Ho paura del qualunquismo e dell'ignoranza. Ho paura del ragazzo che detiene materiale neonazista sul suo pc e neanche a farlo apposta brucia i capelli ad un suo amico. Ho paura del Ministro dell Difesa che dichiara che "Se l'esercito può essere utile anche per compiti interni si vedrà, è una possibilità che al momento non mi sento di scartare perché la sicurezza nel Paese è prioritaria".
Ho paura delle ronde della comunità perduta.



Ho paura di questi volti: quelli di cinque uomini che hanno ucciso un ragazzo come me.

Presentimenti...

Pavia - Parco della Vernavola - ore 14.00

Avevo già l'impressione che l'esibizione non mi avrebbe divertito... e così è stato. Sono sempre stato scettico sulle prove decisive, quelle in cui ci si gioca tutto, quelle in cui si dimostra di che pasta si è fatti. In genere le perdo sempre, senza troppe difficoltà...
Un concerto programmato è un evento che si organizza con cura e scrupolosità, ascoltando i pezzi da proporre fino alla noia, provando e riprovando ogni singola nota di un assolo, affinando i vizi del ritmo e i difetti dello strumento... è una tensione che cresce fino all'entrata in scena, che smorza ogni entusiasmo con il suo l'imbarazzo. Il pubblico non sempre ne ha la percezione, spesso applaude e si dimostra soddisfatto dell'esibizione, ma per chi suona... l'appagamento è una meta lontana da raggiungere. Soprattutto se il soggetto in quesione è affetto da uno stacanovismo esasperato e forse superfluo... Cosa resta allora al termine delle danze? Di certo la soddisfazione per la cosa in sè. E' un concetto che non si può spiegare perchè lo conosce solo chi ha provato almeno una volta a stare dall'altra parte del sipario... inutile spenderci troppe parole. La soddisfazione per la cosa in sè è, per esempio, il riconoscere di aver suonato un pezzo di musica popolare, "Lu rusciu de lu mare", con un arrangiamento ed un interpretazione oserei dire personali. Ho espresso il mio modo di sentire questi brani, la mia soggettiva interpretazione.. ed effettivamente non è poco. Ho esplicitamente rivolto il mio pensiero "a tutti coloro che nascono in una certa terra e poi sono costretti da necessità ad abbandonarla, ai clandestini, insomma"
























...
tutto ciò mi rende in fondo soddisfatto di questo tenue pomeriggio promaverile, di certo non è stato uno squallido e pacchiano tentativo narcisistico di raccogliere consensi.

sabato 10 maggio 2008

manu chao (clandestino)

clandestino...
aggettivo, sostantivo maschile,
che vive o si trova temporaneamente in clandestinità:
immigrato, lavoratore, che ha passato una frontiera illegalmente per trovare lavoro | che, è imbarcato di nascosto, senza regolare biglietto, su una nave o un aereo

venerdì 2 maggio 2008

Vieni a ballare a Roma il I maggio...

Roma - Piazza San Giovanni in Laterano - I maggio

Non era la mia prima volta nella Capitale in occasione del grande concerto organizzato per la Festa dei Lavoratori. E non si è trattato nemmeno di un eclatante e pacchiano déjà vu... alcune emozioni, seppure note, lasciano sempre grandi e inattese novità al riapparire. E' stata per me una bella giornata di musica, quella degli artisti famosi che si sono esibiti sul palco, quella della mia chitarra che si faceva spazio fra le piazze e le strade di Roma... esiti differenti, ovviamente; e non solo per gli spettatori.
E' stata per me una giornata di impegno politico, per riflettere su alcuni problemi seri e gravi della nostra società: le morti sul lavoro, il precariato, gli abusi fra le mura domestiche. Ho fatto molta fatica a trattenere il respiro quando quattro giovani attori - Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini e Claudio Santamaria - hanno ricordato i nomi di uomini e donne che hanno perso la vita lavorando... e non ho potuto fare a meno di pensare ai nomi che non sono stati pronunciati e che appartengono a volti che pure io ho conosciuto e che ricordo con affetto.
E' stata la giornata delle sonorità che più apprezzo: Afterhours, Enzo Avitabile, Apres La Classe, Elio e le storie tese, Tiromancino, Baustelle... e soprattutto Lei, Marlene. Nonostante la musica dei M.K. sia cambiata negli ultimi tempi, ancora ritengo che Marlene sia la migliore... ed ascoltare lievemente Godano è stato nuovamente entusiasmante.
Per finire, l'alieno. Caparezza. Vieni a ballare in Puglia, un brano che ho apprezzato tantissimo e che mi ha fatto riflettere a lungo.. perchè finisce così:

"O Puglia Puglia mia tu Puglia mia, ti porto sempre nel cuore quando vado via. E subito penso che potrei morire senza te. E subito penso che potrei morire anche con te..."


Live @ I maggio

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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...