martedì 29 aprile 2008

Ronde blues...

Ben Harper e Bob Marley non hanno molto in comune con la pizzica del Salento... eppure questa sera le note delle loro canzoni si sono mescolate al sangue della Taranta.
Se mi pizzica il cuore, mamma mia, che dolore!! e così in un attimo la mia nuova chitarra assorbe il magico veleno del ragno e si perde in questa notte del Dio che balla. Sono troppo saturo di emozioni per poter descrivere in maniera lucida cosa è successo in un locale di Pavia questa sera... diciamo che semplicemente ho avuto la possibilità di suonare e cantare alcune delle canzoni della tradizione popolare salentina... oppure diciamo che ho provato l'emozione di vedere di fronte a me amici e sconosciuti, gente del nord e gente del sud, carusi e caruse, matricole e precari, ballare a ritmo della pizzica. Doveva essere una tranquilla serata di jam session, senza troppe sorprese... e per me è stato un vagare fra sorrisi, abbracci, urla, sguardi di volti dispersi nella semplicità di questa musica e del suo fascino. Niente apologie, figuriamoci, il livello dell'esibizione è stato meno che "rustico".. ma l'intensità dell'emozione... beh, quella posso conoscerla solo io.. e preferisco custodirla cara nei miei ricordi, con umiltà.

mercoledì 23 aprile 2008

Immunità

Ultimamente mi piace leggere e raccontare storie... alcune sono inventate, altre sono magari verosimili, nessuna è reale. Non c'è niente di così interessante di per sè nella realtà da indurmi ad una esposizione precisa ed effettiva di un evento vissuto in prima persona o ascoltato. Ogni scena del film richiede un'elaborazione, un'interpretazione soggettiva, un arricchimento di dettagli irreali e necessari. Gli aggettivi dell'immaginazione versano il colore del vino, la dolcezza del pianto, la semplicità del sorriso sulla guaina che riveste gli sterili "fatti" della vita...
così è possibile uscire per un momento dalla logica del giusto e dello sbagliato, del bello e del brutto, dell'utile e dell'inutile, per rifugiarsi in un mondo che è di per sè. Non è richiesta l'ambizione ai personaggi delle mie storie, non devono tendere all'eccellenza, dovendo a tutti i costi dimostrare alla platea che non si tratta di poveri ragazzi sfigati. Sono altri i caratteri che mi affascinano, magari l'arroganza, la passione, la logorrea, l'inettitudine e forse anche l'ignoranza. E allora magari l'interazione con altri omotipi diventa una danza, in cui ognuno capisce come muoversi sulla base di percezioni che solo a lungo termine si rivelano corrette.
L'opinione è la massima espressione della liberà del pensiero, che si nutre di ciò che partorisce e gode di ciò che può allevare, con tutte le cure necessarie.

sabato 19 aprile 2008

la terra vista dalla luna...

"Mi disse, una volta, che la terra vista dalla luna ha nuvole bianche come cintura, mari di cobalto; mi disse che è sola tra i pianeti, come un gioiello di smalto.
Mi disse, quella volta, che la terra vista dalla luna il passato si lascia alle spalle, sorride da sola e di tutti i dubbi non sa che farne.
... dopo tutto questo tempo penso proprio che avesse ragione e forse sono stato troppo ingenuo e superficiale a non ascoltarla con la giusta attenzione. Spesso si commettono degli errori che si riescono a riconoscere solo al passare del tempo, quando ormai non si può far nulla per tornare indietro. E allora non resta che prendere atto di quanto sia semplice guardare in alto nel cielo, di notte, per osservare la luna. Pensare a come sembra da quaggiù e a come possa sembrare la terra da lassù."

da "Diario di un ragazzo misterioso"

sabato 12 aprile 2008

For today I'm a child

Mentre crescevo,
credevano sarei diventato un grande uomo, forte.
Mentre crescevo,
credevano sarei diventato una grande donna, intelligente.
Crescendo,
credono stia diventando un uomo abile.
Crescendo,
credono stia diventando una donna affascinante.
Quando sarò grande,
sarò un uomo eccezionale.
Quando sarò grande,
sarò una donna eccezionale.


Per il momento...
mi sento piacevolmente solo un bambino.

Per il momento...
spero di essere semplicemente un bambino.

venerdì 4 aprile 2008

Del ragazzo misterioso e la ragazza curiosa

Un giorno c'era in una grossa sala in cui si discuteva di filosofia un giovane misterioso. E a pochi passi da lui una ragazza curiosa. Lui sembrava arrogante e sicuro di sè, ostile al dialogo e incazzato con il mondo, come quei sedicenni che al mattino passeggiano verso la scuola con le cuffie nelle orecchie, ascoltando hard core o punk aggressivo. Lei sembrava felice di vivere, serena, una famiglia affettuosa alle spalle, un sacco di amici attorno ed un costante sorriso da regalare a chiunque. Ma ciò che aveva di davvero peculiare era la curiosità: non appena vide il giovane misterioso, infatti, pensò di entrare nel suo mondo per capire ogni suo mistero, ogni suo segreto. I due non ebbero mai modo di parlare. Lui era troppo fiero e pensieroso per rivolgere uno sguardo altrove e lei troppo impaurità e fragile per irrompere con forza nella vita dell'altro. Così per lungo tempo il ragazzo misterioso e la ragazza curiosa rimasero l'uno di fronte all'altro, senza dir niente, lasciando solo accrescere in sè il mistero e la curiosità. Fino a quando questi due attributi del loro essere furono saturati dall'abitudine e dalla noia e finirono per scomparire del tutto.
Ciò avvenne quando iniziarono a parlare e si conobbero davvero.

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L'ultima danza

  La prima volta in cui ascoltai quella tua canzone, rimasi in silenzio, a lungo. Avevo la percezione che nelle tue parole...